Ascolti TV: cos’è l’auditel e come si misura

Ascolti TV: cos’è l’auditel e come si misura

Se dovessimo individuare il vero signore e padrone della televisione e del destino di tutti i programmi tv, indicheremmo probabilmente i dati auditel. Questi dati rilevano gli ascolti tv, ovvero il numero di persone che ha seguito un programma televisivo e quindi decretano il suo successo o il suo insuccesso. In estrema sintesi, l’auditel rappresenta il pubblico. Attenzione, però, la società Auditel è un’azienda privata che dagli anni ’80 si prefigge di pubblicare ogni giorno, in mattinata, i dati di ascolto televisivo dei programmi tv del giorno prima.

Come funziona l’auditel e come misura gli ascolti Tv

Per conoscere gli ascolti tv, l’auditel ha installato nelle case di circa 16 mila famiglie italiane uno strumento: il meter. Questo apparecchio rileva quando la tv è accesa e su quale programma l’apparecchio è sintonizzato. I componenti della famiglia devono poi indicare quante persone sono davanti la televisione in quel momento. Tutti questi dati vengono trasmessi a un sistema centrale che li rielabora per poi pubblicarli il giorno dopo, interpretando questi dati come rappresentativi degli ascolti tv dell’intero paese e popolo italiano. Spesso si parla di share televisivo e lo si indica con una percentuale, come ad esempio: il programma X ha fatto il 20% di share. Questa frase sta a indicare che su tutte le persone che stavano vedendo la tv in Italia in quella fascia oraria, mediamente il 20% era sintonizzata su quel canale.

Le critiche ai dati Auditel

L’auditel e il suo metodo di calcolo degli ascolti non è stato esente da critiche nel corso degli anni. Tuttavia non deve ingannare il numero esiguo di famiglie che si usano per queste rilevazioni. Tutte le survey e le ricerche sociali si servono di un campione non amplissimo. Ciò che è importante è che il campione, scelto in modo casuale, sia rappresentativo del paese. Se per esempio in Italia il 40% della popolazione vive al Nord, anche il 40% del campione deve vivere a Nord. Se in Italia il 60% della popolazione è donna, anche il campione deve essere composto da 6 donne ogni dieci individui e così via. Molte critiche mosse a questo sistema stanno proprio nella sua rappresentatività. Infatti, sono poche le famiglie disposte ad avere un meter a casa. E questo perché comporta comunque un impegno a comunicare quante persone stanno vedendo la tv in ogni momento. Poiché il campione dovrebbe essere scelto a caso in base, come abbiamo visto, a determinate caratteristiche socio-economiche, il fatto che solo poche siano disposte a fare parte della ricerca, secondo molti, riduce la rappresentatività di questi dati.